Putting a face to the dress in the window / Aggiungere la faccia ad un vestito in vetrina

March 11th, 2009 Mario Soavi Posted in POS No Comments »

The models were complete in every regard but one. In place of their heads were mirrors. Above the images, written in white against the black glass, were the words: “Imagine yourself in Blush Dessous.”

I modelli completi in tutto tranne un particolareal posto della testa uno specchio. Sopra, scritte in bianco contro il nero del vetro, le parole: “Immaginatevi in Blush Dessous.”

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Microsoft to open chain of shops / Microsoft sta per aprire negozi

February 13th, 2009 Mario Soavi Posted in Marketing, POS No Comments »

Microsoft on Thursday hired a former Wal-Mart executive to open a chain of shops, establishing another front with Apple in the battle for consumers.

Giovedì Microsoft ha assunto un manager ex-WalMart per aprire una catena di propri negozi, aggiungendo un fronte nella sua battaglia con Apple.

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Basta con i negozi temporanei!

January 15th, 2009 Mario Soavi Posted in POS No Comments »

Il pretesto mi viene da un articolo apparso su PSFK in Dicembre.

A parte la violenza dell’attacco di Piers verso questa formula di commercializzazione, condivido in pieno le sue riflessioni:

  • OK se la marca che viene commercializzata è difficilmente ritracciabile localmente
  • OK se l’azienda vuole adottare un metodo di vendita od una comunicazione “particolare”, coinvolgente, mirata magari a testare il mercato in diretta, ma
  • smettiamola di pensare che questo strumento sia di per sé una tale novità da “obbligare” ad un sicuro successo commerciale (esempio di corrispondenza: il negozio “mobile” avrà lo stesso impatto della pubblicità dinamica, dipendendo non solo dal contesto in cui è inserito – rapportato all’investimento necessario – ma anche dalla disponibilità dello spazio) e soprattutto
  • questa formula è totlamente assimilabile a quella dell’esercizio commerciale tradizionale, che ha i suoi tempi d’avviamento e soprattutto sta subendo da tempo le conseguenze negative di un declino dovuto ad un modello di business ancora basato su un modello sociale di decenni fa.

Il vero pop-up store dovrebbe invece essere quello che appare davanti al potenziale cliente ove questo senta il bisogno di comprare quel prodotto. Esso dovrebbe essere il punto finale di un percorso non predeterminato da altri se non dal cliente che, stimolato dall’informazione, possa naturalmente trovare sul suo cammino la risposta a ciò che ha iniziato a volere.
Insomma, escludendo l’e-commerce (nudo rispetto all’esperienza fisica del prodotto ed al contatto di vendita personale), un insieme di contact personal communication, geotargeting e punti vendita mobili come

sicuramente potrebbero essere l’insieme di una vera, nuova strategia di negozio temporaneo.

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